Marocco on the road da sud a nord

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Il Marocco da sud a nord, dal deserto ai due mari, tutto molto all’avventura.


Il primo vero viaggio fuori dal continente europeo, 4 amici e 1 auto, probabilmente non quella adeguata, ma comunque abbastanza a portarci ovunque. Soldi pochi, ma tantissima voglia di scoprire un nuovo paese

Day 1

Atterriamo a Marrakech e lì abbiamo il primo contatto con il paese, la lunga attesa ai controlli su passaporto e visto ci snerva, siamo impazienti di uscire e scoprire la città.

Ad oggi, 2023, il visto non è più necessario per entrare in Marocco, serve però un passaporto in corso di validità. Per noi quattro era il primo passaporto della vita, ancora intonso da qualsiasi altro timbro.

Il noleggio auto

Secondo scoglio da superare, ancora in aeroporto, è stato il noleggio auto, nonostante avessimo prenotato con una delle maggiori compagnie, Hertz, in agenzia non avevano la tipologia di veicolo che avevamo richiesto. Volendo affrontare tanti km senza conoscere come sarebbero state le strade, avevamo prenotato un piccolo SUV, così da poter affrontare più serenamente anche qualche tratto di sterrato. Niente, ci siamo dovuti accontentare di un’utilitaria, una Dacia Sandero.

marocco on the road

La Sandero è subito diventata il quinto membro del gruppo, il quinto Beatles, è si dimostrata più che adeguata ad affrontare ogni strada, accompagnandoci per tutto il viaggio senza alcun problema. Le strade marocchine sono ben tenute e percorribili tranquillamente con un utilitaria, si può incrociare qualche strada non asfaltata solo se ci si addentra nei paesini più piccoli.

Marrakech

Abbiamo deciso di concederci la prima notte in lussuoso riad, ce ne sono molteplici in città ed è un’esperienza assolutamente da fare. Noi abbiamo soggiornato al Riad Wow, comodo perché sul confine della Medina a due passi da piazza Jamaa el Fna.

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Marrakech è famosa per la sua architettura, la cucina e la cultura unica. Alcune delle attrazioni più popolari della città includono:

  1. La Koutoubia Mosque, la più grande moschea della città e un esempio di architettura islamica.
  2. Il Bahia Palace, un palazzo del 19 ° secolo che offre una vista sull’architettura e la decorazione tradizionali marocchine.
  3. La piazza Jemaa el-Fna, una delle piazze più famose del mondo, famosa per i suoi artisti di strada, i venditori di spezie e il cibo del mercato. Direi d’obbligo cenarci, non fatevi intimorire.
  4. Il giardino di Majorelle, un giardino privato progettato da Yves Saint Laurent che ospita una collezione unica di piante esotiche e un edificio in stile Art déco.
  5. Il souk, il mercato tradizionale di Marrakech, famoso per i suoi prodotti artigianali in pelle, tessuti, ceramiche e spezie.

Sicuramente l’esperienza più autentica sta nel perdersi tra le vie della Medina, girovagando tra i vari souk. Orientarsi è pressoché impossibile, troverete diversi abitanti del luogo che si offriranno di accompagnarvi, non lo faranno gratis, pretenderanno una mancia ad un certo punto. Per evitare questa pratica antipatica, usate delle mappe offline scaricate sul vostro smartphonbe. Io solitamente utilizzo l’app MAPS.ME.

Day 2

Lasciataci Marrakech alle spalle, inizia il vero viaggio on the road. Ci dirigiamo a sud e affrontiamo il complesso montuoso dell’Atlante, innamorandoci subito della varietà di paesaggi di ci staglia davanti.

Rapidamente raggiungiamo il passo di Col du Tichka a 2200 metri di altezza. Scendiamo sulla statale N9 e dirigiamo verso il deserto.

Ait-Ben-Haddou

Ait-Ben-Haddou è una kasbah fortificata situata nell’Alto Atlante marocchino, dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La kasbah è la principale attrazione di Ait-Ben-Haddou, una fortezza fortificata costruita in argilla e fango secoli fa. È composta da diverse case e cortili, che un tempo ospitavano le famiglie berbere della zona.

In questo luogo sono state girate alcune scene epiche de Il Gladiatore e della serie TV il Trono di Spade. Girovagando per le viuzze vi sarà facile incrociare qualche esposizione di foto che mostra le produzione cinematografiche.

Il Deserto

Quando si parla di deserti, certamente il primo a venirci in mente è quello del Sahara. In Marocco possiamo vederne la parte più a nord, dove gli erg di dune si mischiano con scenari rocciosi.

Mentre ci dirigiamo verso Zagora, ci troviamo nel mezzo del deserto nero, non dune, ma una distesa infinita di terra nera. Qui il caldo si fa insopportabile, proprio a causa del colore della terra in questa zona si registrano temperature ancora più alte, anche sopra i 50°C. Ci sembra di trovarci su un altro pianeta. Continuiamo a scendere a sud e il panorama cambia nuovamente, con la sabbia che diventa arancio dorata.

Abbiamo deciso di passare una notte nel deserto, dormendo in delle tradizionali tende berbere. Si tratta di un’esperienza turistica, non del tutto autentica, ma una volta nella vita ne vale assolutamente la pena. La visione sterminata di dune di sabbia rosa arancio e la stellata senza eguali di notte sono indimenticabili.

Day 3

Usciti dal deserto abbiamo finalmente iniziato a risalire verso nord, spostandoci verso le Gole del Dades. Qui il deserto cambia diventando roccioso e lasciando a volte spazio a qualche oasi con palmenti e coltivazioni.

Tra le rocce, infatti, si nascondono una serie di fiumi che nei secoli hanno scavato dei canyon spettacolari.

Qui il grande colpo di fortuna del viaggio, una sistemazione per la notte senza eguali scelta abbastanza a caso dalla guida. Dormiamo in una villetta posta a strapiombo sulle gole, tre stanze e anche una piscina esterna. La guida parla di uno dei migliori tajine di pollo al limone del Marocco, cucinato dal buon Alì. Non mente.

La mattina ci lasciamo convincere a fare un’esplorazione del canyon, attraversando il fiume in un semplice trekking.

Day 4

Finito il trekking, riprendiamo la strada e iniziamo una delle giornate con più ore di guida. La direzione è sempre verso nord, l’obiettivo è la capitale imperiale di Fes.

Fes, la città labirinto

Arrivano nel tardo pomeriggio e ci buttiamo a capofitto nell’esplorazione. Un dedalo infinito di stradine, vicoli e viuzze che attraversano il mercato ci fanno subito capire che qui orientarsi è letteralmente impossibile. A confronto, Marrakech è lineare come urbanistica.

Ci sentiamo sopraffatti da Fes, vince lei. Bisogna arrendersi e lasciarsi perdere.

La sera proviamo altre specialità della cucina marocchina, come il piccione in pastella. Un piatto particolare e non semplice da apprezzare.

Day 5

Dopo un ultimo giro per il labirinto della Medina di Fes, riprendiamo la strada verso nord. I paesaggi sono incredibilmente mutevoli, passiamo dai deserti alle montagne verdi, con teneri paesi quasi alpini nell’architettura. Arriviamo in vallate collinari e ci sembra quasi di trovarci nella val d’Orcia in Toscana.

Chefchaouen la città blu

Giungiamo alla nostra prima meta del giorno verso pranzo. Sicuramente una delle immagini più famose di tutto il Marocco, la sua città blu: Chefchaouen.

Rinunciamo presto a capire come si possa pronunciare e piuttosto ci dedichiamo a scoprirne le vie. Gli scorci che ci troviamo davanti sono da cartolina.

Alcune cose da vedere a Chefchaouen includono:

  • La Medina, o il centro storico della città, con le sue strette vie e i suoi edifici blu
  • La Grande Moschea, costruita nel XV secolo
  • Il Kasbah, un forte costruito nel XV secolo che ospita un museo
  • Il Parco Naturale di Talassemtane, situato vicino alla città e offre una vista panoramica della zona
  • Il mercato locale, dove è possibile acquistare tessuti, ceramiche e spezie locali.
Tetouan la città bianca

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Tetouan, in direzione Mediterraneo. Un piacevole contrasto rispetto a Chefchaouen, gli edifici qui sono tutti bianchi.

Casualmente ci troviamo ad attraversare in auto un mercato stracolmo di persone. Inizialmente pensiamo di aver sbagliato qualcosa noi, ma in realtà dobbiamo ancora abituarci al guidare in Marocco.

Troviamo il centro storico completamente bloccato perché quel giorno era in visita anche il Re.

Passiamo la sera in un piccolo alberghetto, siamo tutti un po’ cotti dalle tante ore in macchina. Ci prendiamo una serata di relax, non prima di qualche chiacchera con il gestore. Ci fa capire meglio le differenze tra Arabi e Berberi, le due principali popolazioni del Marocco.

Day 6-7-8
Il primo mare, il Mediterraneo

La mattina abbiamo solo un obiettivo raggiungere finalmente il mare. Dopo una settimana itinerante, cambiando sistemazione ogni notte, bramiamo un po’ di relax.

Ci fermiamo tre giorni, rallentando i ritmi e vivendo una vita da spiaggia. Il mare in Marocco, sulle coste mediterranee, è composto da grandi spiagge, molto profonde e infinitamente lunghe. È un bel mare, non ai livelli di quello della Sardegna, ma con il vantaggio di essere poco affollato.

La parte più spiacevole è l’accesso alla spiaggia. Una smodata urbanizzazione ha fatto sì che, proprio dietro le spiagge, sorgano una serie infinita di residence. Una schiera di villette per le vacanze dei marocchini residenti in Europa e che tornano nella terra natia per le vacanze estive.

Day 9
Tangeri, il punto più a nord ed il secondo mare, l’Oceano Atlantico e le colonne d’Ercole

Lasciato il mar Mediterraneo, riprendiamo la strada verso Nord. L’ultima città da conquistare, Tangeri. Punto di contatto e di incontro tra l’Africa e l’Europa, è la città più a nord del Marocco.

Soggiorniamo all’hotel Continental, un albergo talmente storico in cui si dice abbia dormito pure Winston Churchill. Negli anni ha sicuramente perso un po’ di splendore, ma mantiene quel fascino da nobile decaduto.

Sfruttiamo il pomeriggio per raggiungere l’ultimo obiettivo del viaggio. In un’oretta di auto arriviamo al punto in cui le acque del Mediterraneo si fondono con L’Oceano Atlantico, le mitiche colonne d’Ercole.

La differenza tra i due mari è evidente, le spiagge dorate lasciano spazio a quelle grigio nere dell’Oceano. Le onde sono notevolmente più alte e ci accorgiamo subito che la spiaggia è frequentata solo da locals, quasi nessun turista.

Dopo la notte a Tangeri ci aspetta solo l’aeroporto. Il ritorno a casa ci ha regalato ancora qualche ricordo memorabile, con una notte da leoni a Madrid..ma questa è tutta un’altra storia.


Spero il racconto di viaggio ti sia piaciuto, ne trovi altri sempre qui sul blog.


Se vuoi scoprire i miei segreti e consigli di viaggio da un’occhiata alla pagina Tips & Tricks.

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